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La tribuna del Paolo Mazza di Ferrara in occasione di Italia-Belgio - Foto di Vittorio Martone

Protagonisti Vittorio Martone Venerdì 13 aprile 2018

Per andare a vedere la partita

Il 10 aprile la Nazionale di calcio femminile ha battuto il Belgio per 2-1: un pubblico di 7.500 persone, un evento per il cammino dell’Italia verso i Mondiali.

«Un grande passo, però, lo sta facendo tutto il movimento del calcio femminile: a Ferrara non era scontato vedere alle 18 di martedì uno stadio pieno, con 7.500 persone per una partita di donne». Così “La Gazzetta dello Sport” ha commentato il successo di pubblico allo stadio Paolo Mazza di Ferrara per il match di calcio femminile fra Italia e Belgio, valido come sesta gara nel girone 6 di qualificazione ai Mondiali di Francia 2019. Al di là del risultato – che con due partite al termine, in cui si bisognerà affrontare il Portogallo a Firenze l’8 giugno e poi il Belgio fuori casa il 4 settembre, mette le azzurre a un passo da un risultato che manca da vent’anni – l’Italia ha giocato al meglio la partita relativa alla strategia di promozione di questo evento.

Italia e Belgio schierate in campo a Ferrara prima del match di qualificazione ai Mondiali

La città di Ferrara infatti ha saputo costruire attorno al match, grazie alla collaborazione tra la Figc e gli Enti di promozione sportiva (Eps) del territorio, con la Uisp in testa, un percorso di promozione ottimale. «La Uisp Ferrara – ha commentato Enrico Balestra, presidente del locale comitato dello sportpertutti – si è attivata per fare eventi preparatori, corollari e di contorno alla partita della Nazionale. Oltre alle attività federali sul territorio, nel ferrarese Uisp è l’unico Eps che organizza un campionato di calcio a 5 femminile. Con questa tradizione alle spalle il nostro mondo ha risposto subito con interesse all’invito allo stadio. Ma per promuovere ulteriormente il match abbiamo cercato di dare all’evento la massima visibilità nelle iniziative Uisp prossime alla data del 10 aprile. Come ad esempio per la nostra rassegna di ginnastiche e discipline orientali, il Giocagin, che il 7 aprile ha radunato 2.500 spettatori e circa 1.000 atleti. E poi gli arbitri dei nostri campionati di calcio hanno praticamente fatto da pr della Nazionale. La segreteria del Calcio regionale poi, grazie al lavoro di Roberto Rodio, ha replicato queste operazioni su tutta la regione. E so che le nostre calciatrici sono state molto contente, con ritorni molto positivi».

Roberto Rodio, responsabile segreteria e comunicazione Calcio Uisp Emilia-Romagna: «Abbiamo sposato da subito la proposta di collaborazione con Figc, facendo confluire tutte le richieste di biglietti alla segreteria regionale del calcio Uisp, riunendo complessivamente 370 nostre tesserate e tesserati. Tra queste persone, 170 collocate nella gradinata centrale, a contribuire al colpo d’occhio delle bandiere dell’Italia e della coreografia, e 200 in curva coperta. Oltre a cinque squadre di calcio femminile Uisp di Ferrara per un totale di 95 ragazze del posto, grande soddisfazione personale me l’hanno data le 50 ragazze venute da Rimini, giocatrici di calcio Uisp, per le quali abbiamo organizzato un pullman. E poi famiglie da Parma, Piacenza, persone che militano nei nostri campionati un po’ di tutte le provincie. È stato bello vedere la soddisfazione di chi per la prima volta ha assistito a un match della Nazionale. Specie le ragazze della gradinata le ho sentite alla fine contentissime, tanto che già mi hanno chiesto per la prossima in casa a Firenze, l’8 giugno. Ma come Emilia-Romagna per quella passiamo la palla ai colleghi della Toscana, oppure volentieri alla segreteria nazionale del calcio (visto che in questo secondo caso son sempre io)».

La testimonianza di Roberto Rodio,
organizzatore della trasferta

Un sostegno fondamentale per un incontro delicatissimo. Il Belgio infatti, agli esordi delle qualificazioni, era considerata la favorita del girone 6. Sino a questo scontro diretto l’Italia aveva vissuto un exploit che ha completamente stravolto le gerarchie: cinque vittorie su cinque incontri, punteggio pieno e cinque punti di vantaggio sul Belgio, che però ha una partita in meno. La sconfitta poteva significare mettere in discussione quanto di buono fatto, far riavvicinare pericolosamente il Belgio e giocare le ultime due gare con estreme pressioni. «Invece tutto è filato liscio – commenta Nicola Simonelli, coordinatore delle attività di base Figc Emilia-Romagna – con lo sfondo di un bel successo di pubblico. Bella la presenza di bambini, famiglie, le scuole calcio. Una bella immagine dello sportpertutti. Nota molto carina anche la collaborazione che nasce in questa occasione con Uisp, che ha portato numeri importanti di ragazze e ragazzi che praticano il calcio ma anche altri sport. Da non dimenticare anche l’importante risposta delle scuole. È bello sottolineare come la centralità dello sport a scuola, oltre alle società sportive, venga rivalutata anche grazie a questi eventi. Ed è merito degli Eps insieme alla Federazione».

Sul piano della cronaca, l’Italia ha confermato la compattezza e la solidità che l’hanno contraddistinta in questa prima parte delle qualificazioni. La tensione iniziale per un match così importante, sporcato da un atteggiamento difensivo e fisico del Belgio (schierato con un 4-1-4-1 e attento a difendere per ripartire in contropiede) non ha mai mostrato l’Italia fuori dal controllo del match, nemmeno dopo il rigore subito e realizzato da Janice Cayman. Da lì l’Italia ha ricominciato a spingere con più ordine, pareggiando al 42’ con Martina Rosucci e raddoppiando al 35’ del secondo tempo con Cristiana Girelli, costante pericolo per le avversarie. Un atteggiamento di compattezza e consapevolezza che sottolinea la crescita della Nazionale sotto la guida di Milena Bertolini, nuova Commissaria tecnica dall’agosto 2017, e del movimento del calcio femminile nel suo complesso.

Manuela Claysset, responsabile delle Politiche di genere Uisp Emilia-Romagna: «Per me che ho sempre lavorato per la parità nello sport e attraverso lo sport, da ferrarese, vedere la risposta della città alla chiamata allo stadio è stata una bellissima soddisfazione. E poi è stata proprio presentata come doveva essere, una festa. Inotre abbiamo assistito a una partita bella, giocata bene, appassionante, con in gioco qualcosa di veramente importante per il movimento. Che sta crescendo sicuramente anche per il fatto che società professionistiche maschili stanno investendo. Speriamo che sia un ulteriore passo per il calcio femminile. Il clima in curva poi era bellissimo, con tanti personaggi molto esperti, come i tifosi della Spal che conoscono bene quel luogo. E molti appassionati che commentavano con competenza. Tra il pubblico certo, il fatto di non conoscere i nomi di tutte le giocatrici non aiuta sempre, ma anche per quello bisogna far crescere la visibilità. Abbiamo avuto la sfortuna di vedere il rigore belga trasformato e il bel gol, oltre alla traversa. Una bella visuale. Erano molto rumorosi e facevano un gran tifo i tifosi del Belgio. Per la prossima ci dobbiamo organizzare meglio con i tamburi. Io ho portato della gente allo stadio che lì non ci va mai, donne impegnate magari su altri fronti legati alla parità. Per cui, oh, già che ci lavoriamo sempre su questi temi, andiamo a vedere le nostre ragazze del calcio italiano. E ricordiamoci che in tema di parità nello sport l’aria sta cambiando: anche il Coni che ha sempre detto no alle quote, ha finalmente proposto le quote del 33% al femminile nei consigli federali».

La partita vista dalla curva
con Manuela Claysset. Clicca per leggere

«Io lo dico da sempre – ha dichiarato Bertolini in conferenza stampa – la Nazionale dipende dai club. È evidente che le scelte politiche fatte dalla Federazione in questi ultimi tre anni, che hanno obbligato le squadre professionistiche maschili ad avere le femminili a livello giovanile, hanno fatto sì che il nostro campionato crescesse. Questo significa che le mie ragazze avranno la possibilità di allenarsi come delle professioniste, con strutture adeguate, staff tecnici e medici adeguati, 6-7 allenamenti alla settimana. Non come ora, che ho qui anche giocatrici che fanno tre allenamenti alla settimana alle 8 di sera, mentre ci confrontiamo con ragazze del Belgio che fanno un campionato semiprofessionistico». Una serie di progressi importanti, che non chiude ancora la disputa della riforma della legge sul professionismo sportivo, ma lascia sperare in nuovi sviluppi.

 

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Vittorio Martone
Giornalista, produttore e documentarista, dal 2008 dirige l’Area stampa e comunicazione della Uisp Emilia-Romagna. Da freelance collabora con le riviste l’Ultimo Uomo, Undici e Le parole e le cose. È nato ad Avellino nel 1981, vive e lavora a Bologna.




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